Norcia

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Norcia fu fondata dai Sabini a ridosso dei Monti Sibillini, e già nel II secolo a.C. divenne un fiorente municipio romano. La città di Norcia, circondata da mura del ‘300 completamente intatte, è ricca di testimonianze storico-artistiche e, oltre alle bellezze e agli itinerari naturalistici, offre una cucina ricca di genuinità e di prodotti tipici.

Norcia è un paradiso gastronomico ricco e ricercato. Le lenticchie di Castelluccio, il farro, il tartufo nero pregiato, (tuber melanosporum) vero principe delle ricette tradizionali nursine, i formaggi di ogni varietà come il pecorino e la caciotta, ma soprattutto la “norcineria”, nobile ed antica arte della lavorazione della carne suina, che risale al 1200, che ha reso la città umbra famosa in tutto il mondo. Tra le vie i profumi dei salumi, dei prosciutti di Norcia e degli altri prodotti tipici vi circonderà.

A ridosso delle mura cittadine, sorgono le “Marcite”, ovvero zone in cui l’acqua, raccolta e ridistribuita attraverso un razionale sistema di canali inventata dai monaci Benedettini verso il 400-500, allaga in maniera continuativa e controllata per lunghi periodi dell’anno ampie zone di terreno, consentendo la raccolta di un fieno abbondante.

Dal punto di vista geografico e naturalistico Norcia è collocata, al sud est dell’Umbria, nel punto di raccordo di due realtà paesaggistiche assai diverse ma contigue: la Valnerina, ovvero il comprensorio della stretta valle fluviale scavata dal fiume Nera e dai suoi affluenti, e i Monti Sibillini, centro del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la zona montuosa con vette in grado di raggiungere e superare i 2000 metri di altezza, all’interno della quale si aprono vasti altopiani, tra cui spicca il fascino del Pian Grande (circa 15 km quadrati): ad esso si aggiungono degli altipiani minori (Pian Piccolo, Pian Perduto, Quarto San Lorenzo e il Pian dei Pantani).

Nella tarda primavera (seconda metà di Giugno) l’altopiano è teatro di un particolare fenomeno naturale denominato Fioritura e dovuto appunto alla fioritura contemporanea di decine di specie floreali diverse che danno luogo ad un tappeto multicolre che ricopre tutta la valle. Il Piano Grande di Castelluccio è altresì noto per le omonime lenticchie ed alcuni specie rare di orchiedee. Rara ma presente l’aquila reale, mentre sono relativamente frequenti le specie del falco pellegrino, del picchio rosso e del picchio muraiolo. Nella piana di Castelluccio spicca il Monte Vettore sulle cui cime nasce il Lago di Pilato, un piccolo bacino lacustre dal livello variabile, alimentato dallo scioglimento nevoso del cime del monte, vive una specie endemica di crostaceo: il Chirocefalo del Marchesoni.

Norcia ha dato i natali a S. Benedetto patrono d’Europa e patriarca del monachesimo occidentale. La sua Regola, che riassume la tradizione monastica orientale adattandola con saggezza e discrezione al mondo latino, apre una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. Nel solco di San Benedetto sorsero nel continente europeo e nelle isole centri di preghiera, di cultura, di promozione umana, di ospitalità per i poveri e i pellegrini. Due secoli dopo la sua morte, saranno più di mille i monasteri guidati dalla sua Regola. Paolo VI lo proclamò patrono d’Europa (24 ottobre 1964).